Come rondini l’aria: in memoria delle vittime dell’immigrazione

 
Rincorriamo la palla come rondini l’aria.
Nel campo di sassi e stracci.
Fino a che viene sera.
Cos’altro dare alla nostra anima marcata dal destino?”
da “Liberté!” Di Fulvio Colucci
 

 

Il 21 marzo 2016 la Repubblica Italiana ha riconosciuto il 3 ottobre come giornata nazionale in
memoria delle vittime dell’immigrazione, per ricordare chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese. Proprio per onorare questa giornata, L’Osservatorio Migranti che riunisce cittadini e cittadine dell’eporediese e molte associazioni, tra cui: Legambiente, Centro Migranti della diocesi, Centro Documentazione per la Pace, Cooperativa Zac, Associazione Donne contro la discriminazione, Albero della Speranza, Ecoredia, Serra Morena, Arci Servizio Civile Torino, Libera Canavese e altre ancora, sotto la bandiera di chi crede nei valori dell’integrazione, della giustizia, dei pari diritti e opportunità, ha organizzato la manifestazione “COME RONDINI L’ARIA”, svoltosi domenica 2 ottobre presso il Parco della Polveriera.
In apertura, alle ore 10.00, vi è stata una Tavola rotonda dal titolo “Le nuove frontiere
dell’accoglienza”, in cui si è affrontato il tema con uno sguardo speciale verso le
esperienze positive del territorio, da cui imparare e trarre esempio, sia di rivolgere una particolare attenzione alle criticità dell’attuale modus operandi e avanzare proposte. Alla pausa pranzo hanno contribuito stand gastronomici multietnici e a seguire, momenti di aggregazione con giochi, musica e danza per adulti e bambini. Nel pomeriggio è stato proposto uno spettacolo musicale de “i Mangiastorie” e in conclusione alle 18, in riva al lago, la lettura scenica del testo teatrale,”Dall’altra parte del mare” dell’autrice salvadoregna Jorgelina Cerritos, interpretata da Lisa Gino e Arturo Severini.
Il tutto nella bellissima area del Parco della Polveriera, da vivere come luogo di incontro tra natura e cultura.
 

 

 
Una testimonianza di Andrea Gaudino (ACMOS):
 

COME RONDINI L’ARIA
E’ stata una giornata molto intensa quella di domenica 2 ottobre al Parco la Polveriera.
Tante persone, i sorrisi e le attività che hanno colorato l’intero giorno di festa e impegno per ricordare il naufragio del 3 Ottobre 2013 e la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.
La giornata si è aperta al mattino con un momento di confronto pubblico sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione con Giulia Bonavolontà della Coop Mary Poppins, Ellade Peller del Consorzio InReTe e Augusto Vino, Assessore del Comune di Ivrea.
E’ stato un dibattito molto interessante che ha confermato quanto l’accoglienza non debba più essere messa in discussione, ma le forze debbano essere impiegate per capire “come” debba essere realizzata: in strutture autonome dislocate sul territorio, dando sempre più poteri di controllo e gestione ai Comuni e Consorzi socio-assistenziali, aumentando le progettualità che mirano a un’effettiva integrazione dei richiedenti sul territorio.
Interessante anche l’esempio del Comune di Cossano, dove i profughi sono stati coinvolti in un progetto di volontariato di restituzione per il paese, aiutando la cittadinanza a tinteggiare spazi pubblici.
La giornata è continuata con un pranzo multietnico composto di cibi provenienti dalla Costa d’Avorio, dal Pakistan, dall’Eritrea e dal Marocco molto apprezzati.
Il pomeriggio si è aperto con un momento preparato e condotto direttamente da alcuni richiedenti protezione accolti in Città, in cui si sono date il cambio performance musicali con testimonianze spontanee di alcuni di loro.
A questo è seguito lo spettacolo de “i Mangiastorie”, che hanno alternato storie vere di viaggi e migrazioni con canzoni sul tema della giornata per provare a superare la “linea dell’invisibilità dello sguardo”.
Il tutto è terminato con la lettura scenica “Dall’altra parte del mare” di Lisa Gino e Arturo Severini, che si è tenuto sulla riva del Lago S.Michele, con la suggestiva scenografia naturale del lago e del Mombarone sfumati dal tramonto.
Uno spettacolo che ha sintetizzato molto bene il senso della giornata: le difficoltà di ottenere un documento, che permetta di poter vivere da persone libere in questo mondo e dell’insensatezza delle barriere che costruiamo fra le nazioni, ma soprattutto delle frontiere che innalziamo dentro di noi, quando facciamo finta di non vedere gli altri.
Una festa molto partecipata e inclusiva, dove tutti si sono sentiti a “casa loro”.
Con la consapevolezza che questa Terra è di tutti noi, che soltanto insieme possiamo affrontare il futuro e che “se non parli con gli sconosciuti, ne sarai per sempre circondato”.