Cattedrale di Santa Maria Assunta – Ivrea

La storia

Duomo di Ivrea
Duomo di Ivrea – (Foto Laurom-Wikipedia-25 Maggio 2005)

Sufficienti elementi consentono di affermare che una primitiva Cattedrale, fondata probabilmente al principio del V sec., con la creazione della Diocesi eporediese per smembramento da quella di Vercelli, utilizzasse la struttura di una basilica romana, parte del foro di Eporedia disposto sull’altura in asse con il sottostante teatro.

L’impianto di questa, rettangolare ad absidi contrapposte, ha condizionato i successivi sviluppi dell’edificio cristiano. Ad esso in questa fase, fu affiancato a sud-est un battistero ora scomparso, e si addossava a sud nel terzo quarto del VI sec. nel breve periodo bizantino la cappella dei SS. Filippo e Giacomo (restaurata poi da Warmondo per deporvi il corpo di S. Tegolo).
II vescovo Warmondo (969 – 1005 circa),assecondando la simmetria del monumento romano faceva oggetto la primitiva Cattedrale di una complessa ristrutturazione secondo lo schema
ottoniano ad absidi contrapposte, dotandola di una coppia di campanili affiancati alle absidi, costruendo almeno la cripta occidentale pervenutaci (Confessione di S. Besso conservante le reliquie del Santo) e circondandola con la soprastante abside di un doppio deambulatorio.
Il devastante terremoto del 1117 è probabilmente la causa della distruzione delle sommità delle torri campanarie superstiti, della perdita dei campanili orientali con la loro abside e di conseguenza, del ribaltamento del presbiterio a ovest supportato dall’ampliamento della cripta (Confessione di S. Gaudenzio) con la costruzione della facciata est.
Questa radicale ricostruzione (prima metà del XII sec., sotto il Vescovo Guido di Aosta in stile romanico comportava il rifacimento delle navate scandite da grandi pilastri cilindrici laterizi, con uno schema di volte simile a quello del S. Ambrogio di Milano (una grande crociera sulla navata centrale cui corrispondono due piccole e sulle navatelle) transetto e tiburio sull’incrocio con la navata centrale. E’ questa la struttura del Duomo che ancora in gran parte si conserva sotto le modificazioni successive.
Nel 1464 il Vescovo Giovanni di Parella costruiva la Sacrestia e, al di sotto di essa, il Sepulchrum destinato alla conservazione delle reliquie.
Nel 1516 come da lapide posta ora sull’ingresso laterale, il Cardinale Bonifacio Ferrero ristrutturava la facciata romanica in stile bramantesco.
Nel 1761 il Vescovo Vittorio de Villa traslava le spoglie di S. Savino dall’altare principale, sostituito con quello attuale, nella nuova cappella del SS. Sacramento, costruita sfondando per la prima volta una parete del Duomo.
Alla fine del XVIII sec. sotto il Vescovo Ottavio Pochettmi, l’architetto Giuseppe Martinez trasformava l’edificio secondo il gusto tardo barocco. Camuffava internamente e manometteva esternamente il tiburio, demoliva le volte a crociera delle navate laterali trauesto e la facciata, con la soppressione alternata di quattropilastri, sostituendole con vele, e rimaneggiava la facciata.
Nel 1846 il misuratore Ingrazio Girelli affiancava alla sacrestia la sala del Capitolo, demolendo la cappella dei SS. Filippo e Giacomo e dando esterna veste neoclassica all’insieme.
Nel 1854, infine, su incarico del Vescovo Luigi Moreno, l’architetto Gaetano Bertolotti, ampliando il duomo di una campata, innalzava l’attuale facciata neoclassica su modello del S. Giorgio Maggiore a Venezia del Palladio.

 

Interni:

 

1 Ex Battistero.

2 Cappella della Madonna con sepolture di Vescovi Eporediesi trasferite dalla cripta.

3 Cappella di San Giovanni Battista

4 Altare del crocefisso con pala di Carlo Cogrossi.

5 Cappella di Warmondo.

6 Lapide commemorativa del Generale Ettore Perrone di San Martino, morto nella battaglia di Novara. Ultimo laico sepolto in Cattedrale il 26.03.1849.

7 Ambulacro, oggetto di recenti restauri che hanno riportato alla luce elementi relativi alle fasi preromanica e romanica e lacerti di affreschi di varie epoche, in fase di studio:

a Lapide di Warmondo

b griglie lie in pietra delle finestre originali

c Maestro di Oropa (attr.) Santo Martire inizio XIV sec.

8 Coro con stalli realizzati nel 1787 su commissione di Mons. Ottavio Pochettini, dipinti in chiaroscuro da Carlo Cogrossi. Sostituiscono i precedenti quattrocenteschi, ora al Museo Civico di Torino.

9 Altare Maggiore, fatto realizzare da Mons. Vittorio de Villa nel 1743.

10 Sacrestia – Sull’altare, tavola (1521) di Defendente Ferrari con l’Adorazione del Bambino Gesù, il canonico Ludovico Ponzone di Azeglio, committente, e il Beato Warmondo.

11 Sala Capitolare – Pala d’altare (1519) di Defendente Ferrari con l’Adorazione del Bambino Gesù Santa Chiara e la Badessa delle Clarisse già nel convento di Santa Chiara.

12 Scala dell’ambulacro:

a lapide e busto di Mons. Giuseppe di Ceva (1614-1633) e tracce di affresco

b affresco di un Miracolo del Beato Pietro di Lussemburgo terzo quarto XV sec.

13 Sull’ingresso alla cripta, affresco con Madonna delle Grazie, un Santo Vescovo e San Bernardo di Menton un tempo soprastante un altare demolito nel 1742.

14 Cappella del SS. Sacramento o di San Savino – Fatta costruire da Mons. Vittorio de Villa, ricordato nella lapide e nel busto sulla parete destra, tra il 1761 e il 1763 conserva le reliquie di San Savino.
Decorazioni in chiaro/scuro di Carlo Cogrossi al quale si deve anche l’affresco sulla sinistra con il martirio di San Savino.
Altare, con pala de Beaumont raffigurante la Vergine con il Bambino e i Santi Savino, Besso e Tegolo protettori di Ivrea.
A fianco eleganti porte scolpite e traforate.

15 Cappella di San Besso.

16 Cappella di San Sebastiano – Sotto l’altare reliquie del Beato Taddeo Mc Carty vescovo irlandese di Cork morto a Ivrea nel 1492 nell’Ospedale dei XXI, di ritorno da unpellegrinaggio a Roma.

17 Pietra tombale del Vescovo Mons. Giovanni di Parella (1437 -1479).

 

LA CRIPTA

1 Cripta X sec. (confessione di San Besso):

a sarcofago di Atecio Valerio, reimpiegato anticamente per contenere le spoglie di San Besso

b ara di Giove reimpiegata in strutture della seconda metà del XVIII sec.

c Giacomino da Ivrea (attr.): Madonna che allatta il Bambino, Sant’Antonio Abate, San Cristoforo e San Sebastiano, secondo quarto del XV sec.; sull’arco absidale Annunciazione secondo quarto del XV sec.

d affreschi: Madonna col Bambino Santo Vescovo e Santo Monaco, XIII sec.

e affresco con Santo Cavaliere inizio del XV sec.

f affresco con Santo Cavaliere secondo quarto del XV sec.

 

2 Ampliamento della Cripta, prima metà XII sec. (Confessione di S. Gaudenzio).

g San Gaudenzio XIII sec. 1

 

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