I Balmetti di Borgofranco

UN FENOMENO UNICO

Esiste una strana correlazione e una stretta corrispondenza tra i Balmetti di Borgofranco ed il carattere canavesano: ad un primo superficiale contatto possono apparire piuttosto normali, chiusi e a volte ombrosi, ma non appena si stabilisce un rapporto reale e si ha modo di approfondire un poco la conoscenza ecco che si scoprono molte qualità nascoste, spesso taciute per pudore o timidezza, ed anche una disponibilità e cordialità al di sopra della norma, oltre a una spiccata tendenza allo stare insieme in allegria con un bicchiere di buon vino in mano.

Balmetti, diminutivo di Balma (antica denominazione di origine ligure che sta per grotta, luogo incavato nel monte) sono dislocati ad un chilometro circa dal centro di Borgofranco d’Ivrea: si estendono in direzione nord, per quasi cinquecento metri e formano una sorta di villaggio a sé stante apparentemente abbandonato e disabitato. AI passante frettoloso, infatti, le costruzioni appaiono nulla più che un nucleo di semplici cascine addossate le une alle altre e tutte insieme alla montagna, senza speciali pregi e con un aspetto esteriore e un’architettura sponta­nea non rilevante. Nascondono, invece, al proprio interno un fenomeno naturale unico al mondo: dal ventre della montagna, per una serie concatenata di fenomeni geonaturali particolarissimi, esce di continuo, attraverso numerose fenditure del terreno, un fresco venticello (un’«aura» per dirla in latino), quasi il soffio di un gigante addormentato che l’uomo ha catturato ed utilizzato per i propri fini e a proprio vantaggio.

Trovandoci in una zona che almeno fin dal ‘200 vede la coltivazione della vite al centro del lavoro dei campi, soprattutto verso Biò e Montebuono, i nostri antichi progenitori hanno subito intravisto l’utilità e la possibilità di utilizzare questo prezioso dono della natura costruendo attorno agli orifizi una serie di cantine di eccezionale valore per una resa ottimale della maturazione e conservazione del prezioso prodotto di Bacco, che qui acquista una bontà del tutto particolare. Grazie al fresco soffio delle «ore», infatti, all’interno di queste cantine, l’umidità e la temperatura si mantengono costanti su 7/8 gradi centigradi, in ogni periodo dell’anno. Ecco che il vino, ma anche i formaggi, il lardo e i salumi in genere possono essere conservati al meglio lontani dalle devastanti calure estive e dal pericoloso gelo invernale. Alle prime cantine in diretto contatto con le «ore» sono stati poi aggiunti altri ambienti che utilizzano in maniera indiretta e secondaria il flusso delle «ore» stesse e molto spesso anche un piano superiore per poter accogliere parenti ed amici in un modo più confortevole, mentre all’esterno il Balmetto spesso è dotato di un cortile chiuso da un cancello in legno o in ferro arredato con tavoli in pietra e panche rustiche.

I Balmetti non sono solo un enorme frigorifero naturale ante litteram, né hanno una destinazione esclusivamente e strettamente utilitaristica, ma costituiscono anche e soprattutto un fenomeno sociale e collettivo estremamente interessante. Sono parte fondamentale della cultura locale e delle sue tradizioni più vere, oltre ad essere intimamente e armoniosamente inseriti in uno stupendo ambiente naturale, difeso con tenace determinazione.

Per chi li possiede, i Balmetti, sono motivo di orgoglio ed un prezioso bene del patrimonio e della tradizione famigliare da tramandare alle generazioni future: continuità di una porzione di storia che li vede protagonisti, qualcosa comunque che va ben al di là del suo stretto valore commerciale.

Il censimento dell’84 registra 213 Balmetti con 267 proprietari: è quindi evidente che per alcuni esiste la comproprietà. Le”ore” sono ben 292.

A sottolineare l’unicità di questo strano paese le sue strade hanno denominazioni che sembrano più adatte ad un luogo della fantasia e dell’utopia piuttosto che ad un posto reale: Vico di Bacco, Via del Buonumore e Via della Coppa e come tale, questo paese pur quotidianamente frequentato vive soprattutto in tre momenti particolari dell’anno: in occasione del Carnevale, per la festa dei Balmetti e per la vendemmia. In tutto il Canavese il Carnevale ha connotati molto particolari e profondamente legati alla tradizione, qui, se possibile, il legame è ancora più forte e stretto: le feste e le riunioni conviviali delle tre società carnevalesche accompagnate dalle bande di ottoni e tamburi, sono trascinanti momenti di allegria e integrazione sociale che coinvolgono tutti con l’aiuto di qualche sorso di buon vino.

“Andòma ai Balmit” non è solo il simpatico titolo dato all’ormai tradizionale appuntamento della terza domenica di giugno quando i Balmetti di Borgofranoo si riempiono di gente e di musica. E anche un invito ed una festa popolare che la gente di questo piccolo centro rivolge a tutti per far scoprire ed apprezzare questi luoghi carichi di storia e di ricca tradizione, che regala momenti di serena letizia e l’occasione di una calda amicizia.

La vendemmia, infine ci riporta alla primaria destinazione d’uso e di lavoro di questi ambienti quando si raccoglie finalmente l’uva e si procede alla produzione del vino locale che scalderà i cuori nelle molte altre occasioni di festa in famiglia.

E’ soprattutto in questi tre periodi dell’anno che emergono lequalità più evidenti di questi luoghi e dei suoi abitanti: soprattutto la tranquilla bellezza del paesaggio, l’ospitalità e la cordialità della gente. Tutti i proprietari dei Balmetti si fanno letteralmente in quattro per offrire quanto di meglio hanno agli ospiti, anche occasionali, e che facilmente diventano ottimi amici avvinti dall’ambiente e da quell’atmosfera di stretto rapporto tra una natura amica e un patrimonio culturale ed umano di prim’ordine.

 

Come raggiungerli e quando visitarli

Borgofranco si trova a pochi chilometri a nord di Ivrea. Raggiungere Ivrea è molto facile: in auto, grazie ad una rete viaria molto articolata, attraverso l|e autostrade A4 e A5 ed alla bretella che le collega e che la mette in collegamento veloce con i principali centri del Nord Italia: Milano, Genova, Torino. Aosta o per chi proviene dalla Svizzera e dalla Francia. L’aeroporto di Caselle, poi, è a poco meno di 40 chilometri.

Si segue quindi la statale 28 verso Nord, dopo aver toccato Montalto Dora. Per chi utilizza l’autostrada A5, l’uscita è al casello di Quincinetto; di qui si svolta o destra verso Settimo Vittone. Poco dopo si incontra la frazione di San Germano. Proprio nella località di Quinto addossati alla roccia a allineati in una ristretta fascia di pendio troviamo i “Balmetti”.

I Balmetti di Borgofranco sono una delle tante perle che rendono interessante e piacevole trascorrere una vacanza, breve o lunga che sia, in terra Canavesana. Perché il Canavese, e la sua gente, è riuscito a conservare praticamente intatte le sue stupende bellezze naturali e la sua cultura di antica e profonda origine. Soprattutto un soggiorno in Canavese sarà apprezzato da chi ama sentirsi a contatto con una natura incontaminata e da un modo di vivere che non ha perso i bei valori di un tempo,dove il trascorrere delle stagioni è ancora ritmato dal lavoro dei campi, ma anche da chi desidera praticare sport sia d’inverno che d’estate e cerca l’avventura sui sentieri delle nostre vallate: il «verde Canavese saprà catturare la sua simpatia e ricompensare la scelta del turista intelligente ed attento.

 

La Pro Loco di Borgofranco (tel. 0125-751307) è il punto di riferimento principale per visitare i Balmetti, tutti, lo ricordiamo,  di proprietà privata.

Il  momento migliore, anche per le condizioni climatiche, e rappresentato dalla festa di giugno «Andóma al Balmit»:  le cantine vengono aperte, il caratteristico «Quintet»  sottolinea con sue allegre note la visita e l’incontro con i proprietari.

Un’altra occasione importante di festa e di compagnia è rappresentata dal Carnevale. Nel pomeriggio della domenica carnevalesca ci si ritrova ai Balmetti, dove tutto è conservato con grande amore come un tempo.

 

Ulteriori informazioni sui balmetti di Borgofranco si possono trovare ai seguenti indirizzi:

Comune di Borgofranco

Carnevale Cascine