Santo Stefano di Sessano – Chiaverano

Edificata su un dosso roccioso, lisciato e arrotondato dal ghiacciaio Baltico, la chiesa di S.Stefano di Sessano accoglie il visitatore con la suggestiva bellezza e la serenità del luogo. La posizione panoramica permette un ampio sguardo sulla pianura canavesana, sull’Anfiteatro Morenico d’lvrea e verso la Serra con i suoi boschi di castagni ed i terrazzamenti coltivati a vigneto, disposti lungo i pendii. E’ un luogo assai suggestivo, ricco di testimonianze dell’opera della natura e del lavoro dell’uomo. Riassume infatti, per chi lo sa leggere, la storia geologica dell’anfiteatro: il substrato roccioso su cui sorge è particolarmente raro, costituito da affioramenti (granuliti basiche) che secondo gli studi geologici ebbero origine dagli strati più profondi della crosta terrestre. L’edificio, che risale secondo gli studiosi intorno all’anno mille, è l’unico superstite dell’antico insediamento di Sessano, distrutto da una delle frequenti frane cui erano soggetti i ripidi versanti della Serra. Il suo nome deriva probabilmente dalle caratteristiche naturali della zona: saxeus, saxetum, saxsosum significano sasso, sassoso come l’assolato dosso su cui sorge. La chiesa è composta da tre corpi: una navata con abside, la torre campanaria centrale sull’asse della facciata, una piccola sagrestia, aggiun- ta successivamente. Ben conservato il prospetto nord, decorato da archetti pensili. L’abside è ornata da quattro lesene, che la dividono in tre parti su cui si aprono dodici monofore decora- te da mattoni. L’interno custodisce (nell’abside) preziosi affreschi dell’Xl secolo, che raffigurano i dodici apostoli, sovrastati dal redentore, circondato dai simboli degli evangelisti, ritenuti tra i più importanti documenti della pittura romanica canavesana e recentemente restaurati. I lavori di recupero edilizio, dopo un lungo periodo di abbandono, hanno consentito, nel 1996, di riaprire al pubblico questo monumento che è uno dei beni artistici più importanti del territorio.

 

IL GIARDINO MEDIOEVALE
La presenza di questa antica chiesa ha suggerito la progettazione di un giardino medioevale: un giardino antico, un ideale Hortus Conclusus come avrebbe potuto essere nei primi anni del Mille, collocato a nord rispetto alla chiesa. Lo spazio è organizzato in sei parcelle rettangolari, delineate da rami di castagno intrecciati, dove sono ospitate e classificate piante spontanee e piante coltivate prima della scoperta delle Americhe a fini alimentari e curativi. Un pergolato di travi di castagno sostenuto da “culigne”, ritti in pietra, ospita rampicanti e tre esempi di antichi vitigni tipici del Canavese.

 

I ROSMARINI
L’ingresso al giardino medioevale è occupato da una collezione di rosmarini: varietà naturali e alcune cultivar, che si differenziano per portamento, dimensione, spessore e colore della foglia, colore dei fiori e profumo. Sfiorando con le dita le foglie e annusando si riconoscono fragranze assai diverse: dalle più delicate, appena percettibili, alle più intense ed oleose che permangono a lungo. I rosmarini fioriscono da aprile a settembre. Il Giardino delle erbe aromatiche ed officinali è stato inserito dalla Regione Piemonte con Deliberazione del 16 novembre 2009 tra i Giardini Botanici Pubblici del Piemonte, coronando cosi il lavoro e l’impegno decennale del Comune di Chiaverano e dell’Associazione Rosmarino che ne è il gestore.